1,4 milioni di vetture richiamate dal FIAT CHRYSLER: potrebbero essere infettate da un virus informatico

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Fino a qualche tempo fa le campagne di richiamo delle case automobilistiche venivano fatte a causa di errori di produzione o di progettazione che avrebbero potuto causare incidenti o malfunzionamenti.

Nei giorni scorsi FCA, quella che una volta, prima della fusione con il marchio americano, si chiamava FIAT, ha lanciato una campagna di richiamo che dovrebbe interessare ben 1,4 milioni di vetture. Una campagna, però, che si sarebbe resa necessaria dopo che, come ha riportato una rivista americana, un hacker sarebbe riuscito ad introdursi nel controllo a distanza del sistema di bordo di alcuni modelli di Jeep. Sembra che la falla sia stata trovata nel sistema di bordo Uconnect, che operava con l’operatore di rete mobile Sprint per comunicare con il mondo esterno di Fiat Chrysler Automobiles (FCA). Un sistema che controlla e può influire su molte parti della vettura: dal motore allo sterzo fino ai freni.

Se i report sono corretti, “l’attacco dimostra che è sufficiente conoscere l’IP esterno di un bersaglio, per riscrivere il codice nel computer di bordo della vettura e ottenere il controllo del veicolo“.
FCA ha dichiarato di aver risolto il problema: “La patch per questo problema è stata rilasciata la scorsa settimana. Se si guida una macchina FCA, si prega di contattare il proprio rivenditore e chiedere di installare tutti gli aggiornamenti“.La società ha deciso di richiamare quasi un milione e mezzo di vetture e installare un software di protezione (un antivirus) e di bloccare l’accesso remoto non autorizzato ad alcuni veicoli.

Una decisione che ha avuto conseguenze anche in borsa: appena la casa ha reso noto di voler richiamare i veicoli, il titolo in borsa ha registrato un calo dell’1,96per cento…….
Solo lo scorso anno, negli USA, sono state richiamate ben 64 milioni di vetture. E la paura è che la National Highway Traffic Safety Administration possa decidere di adottare misure nei confronti di Fiat Chrysler, per non aver saputo proteggere le auto dall’hacking.

C.Alessandro Mauceri
FCA, FIAT, campagna di richiamo, hacker, C.Alessandro Mauceri

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