Se la Tepco avesse preso le opportune precauzioni, il disastro di Fukushima non ci sarebbe stato.

Earthquake and Tsunami damage, Japan-March 16, 2011: This is a satellite image of Japan showing damage after an Earthquake and Tsunami at the Dai Ichi Power Plant, Japan. (credit: DigitalGlobe) www.digitalglobe.com
fonte DigitalGlobe

Se la Tepco avesse preso le opportune precauzioni, il disastro di Fukushima non ci sarebbe stato.

Tsunehisa Katsumata, Ichiro Takekuro e Sakae Muto, rispettivamente presidente e vice-presidenti della Tepco, la più grande compagnia elettrica giapponese, sono stati rinviati a giudizio per il disastro della centrale di Fukushima del 2011. A darne notizia è stata la rete televisiva giapponese Nhk che ha detto che i tre alti dirigenti dell’azienda affronteranno il processo dopo la decisione di una giuria popolare.
La decisione ribalta così quella di seconda istanza del Tokyo No. 5 Committee for the Inquest of Prosecution che aveva respinto la denuncia presentata dal Comitato di inchiesta contro i funzionari perché gli ex vertici Tepco non potevano prevedere un terremoto e uno tsunami della magnitudo di quelli avvenuti l’11 marzo 2011.

Quella che è stata chiamata a valutare l’operato dei tre indagati è la seconda giuria ad essere incaricata: la prima era stata bocciata dalla Procura di Tokyo lo scorso gennaio. Ora sarà compito del tribunale distrettuale di Tokyo incaricare i tre legali che dovranno fungere da pubblico ministero.
Secondo quanto riporta la radio-televisione ufficiale NHK, la giuria popolare «Ha detto che, dopo aver fatto una previsione di uno tsunami s di 15,7 metri che colpiva l’impianto, la Tepco avrebbe dovuto adottare misure per proteggere l’impianto dallo tsunami e dalle inondazioni che hanno innescato i gravi incidenti». Secondo la giuria popolare, «Tepco avrebbe potuto prevedere che, nello scenario peggiore, le inondazioni si sarebbero tradotte in un massiccio rilascio di sostanze radioattive o in altre situazioni gravi».
«Se la Tepco avesse preso le opportune precauzioni, si sarebbe potuto evitare un grave incidente come quello del marzo 2011».

C.Alessandro Mauceri

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