Israele celebra la Festa degli innamorati il Tu B’Av e …. l’ONU riapre il processo per le stragi a Gaza

Israele celebra la Festa degli innamorati il Tu B’Av e …. l’ONU riapre il processo per le stragi a Gaza

images

Nei giorni scorsi, Israele, all’Expo 2015, ha celebrato la Festa di Tu B’Av, la festa dell’amore, la ricorrenza ebraica dedicata agli innamorati con lo slogan “con l’unica differenza che durante il Tu B’Av l’amore, se ancora non lo si è trovato, lo si può anche cercare”. “Expo è un luogo perfetto per festeggiare il Tu B’Av – ha detto il commissario generale del padiglione, Elazar Cohen, che ha aggiunto: “Qui a Expo vogliamo portare un messaggio di amore e pace fra tutti gli esseri umani. Buon Tu V’Av a tutti”.
Parole che suonano strane considerando che proprio Israele è uno dei protagonisti di un conflitto che va avanti da decenni.

E ancora di più se si pensa che proprio nei giorni scorsi è stato fatto un ulteriore passo avanti nel processo nei confronti di Israele (da parte della comunità internazionale) a causa della vicenda della Mavi Marmara, la brutale operazione militare dell’Israeli Defence Forces (IDF) che nel 2010 aveva visto la marina militare israeliana abbordare tre vascelli recanti aiuti umanitari a Gaza, e causare decine tra morti e feriti. Pochi giorni fa, la Prima Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale si è pronunciata sull’appello proposto a gennaio, dalla Repubblica delle Comore nei confronti della decisione del Procuratore, Fatou Bensouda. Nel novembre 2014, Bensouda aveva deliberato il “non luogo a procedere” nei confronti dello stato di Israele ritenendo l’incidente non sufficientemente grave da consentire l’intervento della Corte Penale Internazionale. Dopo l’appello proposto dalla Repubblica delle Comore, invece, la Prima Camera Preliminare della Corte ha ritenuto che la decisione del Procuratore conteneva rilevanti errori materiali. In particolare, i giudici hanno ritenuto che la valutazione del Procuratore circa la gravità dell’incidente fosse errata. Pertanto, hanno richiesto al Procuratore della Corte, Fatou Bensouda, di riconsiderare la propria decisione di non iniziare un’indagine e di riavviare le procedure.

Il tutto è avvenuto in concomitanza con la diffusione di un rapporto, redatto da Amnesty International, su un altro episodio analogo verificatosi a Gaza sempre per mano dall’IDF durante l’operazione “Margine Protettivo”. Nel dettagliato rapporto, realizzato in collaborazione con il gruppo di ricerca su Architettura Forense dell’Università Goldsmiths di Londra, si parla di un bombardamento a tappeto della città di Rafah, nell’area meridionale della Striscia di Gaza, eseguito dall’esercito in seguito al sequestro di un soldato israeliano, da parte di miliziani di Hamas. Bombardamenti che avrebbero causato, secondo i dati riportati nel rapporto di Amnesty International, 135 morti tra i civili palestinesi, di cui 75 bambini. Bombardamenti sarebbero stati effettuati durante un “cessate il fuoco” di 72 ore concordato tra i miliziani palestinesi e l’IDF.

Dopo tutto ciò, non possono non suonare strane le parole pronunciate da Elazar Cohen …..

C.Alessandro Mauceri
Israele, Expo, C.Alessandro Mauceri, ONU, Bensouda, Amnesty International, Elazar Cohen, Tu B’Av

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...