DALLA CINA NON ESCONO LE NOTIZIE SUL DISASTRO (LE MERCI PERO’ SI)

CHINA

Ormai non esistono più frontiere che non possano essere valicate dai prodotti cinesi che hanno invaso la vita di tutti. Ma se i prodotti realizzati in Cina viaggiano veloci, non altrettanto può dirsi per le informazioni.

Dopo l’esplosione l’esplosione di un magazzino, a Tianjin in Cina, che ha causato 114 morti (ma mancano all’appello ancora un centinaio di persone tra cui 85 pompieri), circa 700 feriti e l’evacuazione di buona parte della popolazione della città, restano ancora forti dubbi su cosa sia realmente avvenuto.

Le notizie ufficiali hanno parlato di un “incidente” in uno stabilimento dove si adoperavano sostanze contenenti cianuro. Secondo la versione ufficiale, il deposito conteneva 700 tonnellate di cianuro di sodio (70 volte di più di quello che avrebbe dovuto contenere), una sostanza altamente tossica.
Anche l’esplosione è stata anomala e di intensità tale da essere stata rilevata dall’istituto sismologico cinese che ha valutato la potenza della seconda esplosione, la più forte, equiparandola alla detonazione di 21 tonnellate di tritolo.
E, nel frattempo, piccole esplosioni continuano ad essere segnalate nella zona del disastro e la vista dall’alto mostra un cratere di dimensioni spaventose (che a molti ha ricordato quelli lasciati dopo l’esplosione di ordigni nucleari).
Nei giorni scorsi, l’Onu ha criticato aspramente gli organi di governo cinesi. Baskut Tuncak, esperto delle Nazioni Unite su diritti umani e materiali infiammabili, ha criticato la scarsa trasparenza con cui sono stati diffusi i dati riguardanti gli effetti della contaminazione sull’ambiente, così come la mancanza di informazioni e gli atti di restrizione della libertà di stampa e censura in seguito al disastro. Una forma di omertà che è emersa anche durante la conferenza stampa in cui le autorità locali avrebbero dovuto rispondere alle domande. Domande troppo incalzanti da parte dei giornalisti, al punto che l’emittente televisiva CCTV ha deciso di sospendere il collegamento. La stessa cosa è avvenuta sulla piattaforma Weibo dove sarebbero stati censurati diversi commenti.
Le autorità hanno arrestato Yu Xuewei, presidente della Ruihai International Logistics, la compagnia che gestiva il deposito, e il suo vice Dong Shexuan.
A conferma del fatto che la vicenda ha pesanti implicazioni politiche le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Tianjin, Huang Xingguo, che si è addossato la responsabilità dei fatti accaduti. Una decisione che confermerebbe responsabilità legate a concessioni illegali fornite all’azienda proprietaria del deposito.
Ma nelle ultime ore ad essere accusate sono state anche le autorità cinesi ree di non aver diffuso dati reali sulla reale contaminazione ambientale: nel fiume Haihe, vicino alla città, si è verificata una inspiegabile moria di migliaia di pesci, con tutta probabilità avvelenati dalle sostanze rilasciate dall’esplosione della scorsa settimana. I tecnici hanno rilevato all’interno dell’area livelli di cianuro 356 volte sopra la soglia di sicurezza.
Inspiegabilmente, però, fonti ufficiali hanno continuato a dichiarare che, fuori dalla zona, non c’è contaminazione.
C.Alessandro Mauceri
Tag

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...