La robotica (in alcuni settori) è ancora un miraggio

Laproscopic_Surgery_Robot

La robotica avanza a passi da gigante. In tutti i settori. Dall’industria all’automazione dei veicoli fino alla chirurgia. Proprio in questo settore sono stati resi noti recentemente alcuni dati interessanti che dovrebbero far riflettere sul futuro.
I campo medico la possibilità di effettuare interventi chirurgici mediante l’uso dei robot è sempre stato presentato come un grande successo della scienza. Ricorrere a sistemi di controllo a distanza dovrebbe consentire di effettuare interventi anche da una parte all’altra del globo con innegabili vantaggi. Ma anche con qualche svantaggio: in base alle statistiche rese note dalla U.S. Food and Drug Administration, i robot chirurghi avrebbero causato la morte di 144 persone dal 2000 al 2013 (i casi più frequenti si sono verificati in operazioni alla testa, al collo o cardiotoraciche). Un tasso di mortalità che è 10 volte superiore rispetto ad altre forme di chirurgia.
Nella maggior parte dei casi si sarebbe trattato di morti causate dal malfunzionamento della strumentazione. In altri casi, invece, a causare il decesso del paziente sarebbero stati errori dell’operatore.
Una percentuale elevata che ha costretto i medici americani a istituire, come ha riferito il dottor Raman del Rush University Medical Center di Chicago a creare un registro pubblico a cui segnalare qualunque incidente nel corso di interventi chirurgici robotizzati: il Manufacturer and User Facility Device Experience, MAUDE.
Se il numero dei decessi è elevato, molto maggiore è il numero degli incidenti verificatisi durante gli interventi chirurgici assistiti da robot. Le segnalazioni sono state oltre 10.000. un volume così elevato che è stato necessario cercare di classificarle in qualche modo. I ricercatori hanno diviso gi incidenti in 5 categorie. In alcuni casi, ad esempio, il problema è stato un corto circuito (sono 193 i pazienti ustionati tra il 2000 ed il 2013). In altri casi gli incidenti sono stati causati dalla caduta di parti bruciate o infrante nel corpo del paziente (più di 100 casi). In alcuni casi a causare danni al paziente durante l’intervento è stato il movimento errato causato dalla strumentazione (52 pazienti feriti e due morti). Ma la maggior parte delle lesioni e dei decessi sarebbe stata causata da errori di sistema (perdita di connessione video o simili) che hanno provocato oltre ottocento incidenti.
Numeri che dimostrano che, nonostante il numero di interventi realizzati mediante robot sia in costante crescita, la strada per arrivare a rendere questa prassi affidabile è ancora lunga.
C.Alessandro Mauceri

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