Chi governa conosce la Costituzione Italiana?

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Una domanda annebbia le menti di molti italiani da alcuni anni a questa parte: quanto è importante la preparazione di quelli che stanno in parlamento o al governo? Si tratta di ruoli fondamentali per la vita di decine di milioni di cittadini, ma le prove della poca conoscenza della cosa comune di certi soggetti spesso finisce sulle prime pagine dei giornali o in televisione solo in occasione di vignette satiriche o di spettacoli di cabaret.

E, invece, si tratta di segni importanti. Prove indiscutibili, se mai ce ne fosse bisogno, del fatto che chi gestisce la cosa comune non sa cosa sta facendo. Le prove di ciò si sono avute anche in questi giorni. Il premier Renzi, precipitatosi a New York per vedere una partita tra due tenniste italiane (missione criticata dato che non si trattava di una partita della nazionale, al punto che il M5S pare abbia sporto denuncia nei suoi confronti per aver usato impropriamente i mezzi si stato), si è fatto fotografare con la bandiera italiana…..messa al contrario. Il tricolore è previsto che sia verde, bianco e rosso in quest’ordine, con il verde sempre attaccato all’asta cioè a sinistra. Una bandiera che non è frutto di una campagna sul web (come per la Nuova Zelanda che ha recentemente deciso di cambiare la propria bandiera e ha lanciato un concorso on line). Niente di tutto questo, la bandiera italiana è stata pensata così per un motivo ben preciso: il tricolore risale addirittura alla fine del 1700 e, come riportato sul sito del Quirinale, “il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese”. Invece, il premier ha mostrato la bandiera al contrario: rosso, bianco e verde. Possibile che non sapesse come è fatta la bandiera del paese che governa?

Una svista forse (almeno si spera). Solo pochi giorni dopo, però, il premier si è lanciato in una affermazione che avrebbe dovuto lasciare gli italiani a bocca aperta. Nel corso dell’incontro con il premier lussemburghese Xavier Bettel, parlando della Costituzione Italiana, Renzi ha dichiarato: “Non per cattiveria, ma a chi dice state facendo troppo veloci rispondo: non per cattiveria, ma questa riforma è attesa da 70 anni”. Possibile che il capo del governo (che proprio sulla Costituzione ha giurato quando gli è stato conferito il mandato dal Presidente della Repubblica) non sappia che settant’anni fa la Costituzione Italiana non esisteva nemmeno?

Sembrava che si trattasse di una semplice svista anche questa, ma a gelare gli animi è stato il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che, in una intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato: “Abbiamo l’esigenza di rispettare la data del 15 ottobre, perché poi dobbiamo presentare la legge di Stabilità”. E, parlando della modifica alla Costituzione che il governo pare voglia a tutti i costi, ha aggiunto “Quale fretta? Sono 70 anni che stiamo aspettando la fine del bicameralismo paritario”. Anche lei con un chiaro riferimento alla Costituzione Italiana.
Due frasi pronunciate da due esponenti del governo che dovrebbero sapere bene (uno in quanto presidente del consiglio dei Ministri e l’altra in quanto incaricata di cambiare proprio la Costituzione) che la Costituzione Italiana, non ha settant’anni. La legge più importante d’Italia venne approvata dal Parlamento il 22 dicembre 1947 e fu promulgata il 27 dicembre 1947. Di fatto entrò in vigore l’uno gennaio 1948. Quindi la Costituzione italiana settant’anni fa non esisteva nemmeno.
Uno svarione che è stato trascurato (volutamente?) da molti giornali e dai media e anche dall’opposizione che non ha detto una parola. Diversamente la rete. Sui social network non sono mancate le battute. Da quelle più leggere “La Costituzione è del 48, di anni ne ha 67”, a battute molto più pesanti “Renzi, “Riforma della Costituzione attesa da 70 anni”. Cioè torniamo al fascismo?”; e ancora: “Cmq bisogna ricordare a Renzi che la riforma della Costituzione non è attesa da 70 anni, a meno che non parli di quella della RSI”.
Sorge spontaneo il dubbio: ma se chi governa non conosce neanche la data della Costituzione Italiana, siamo sicuri che conosca le altre leggi? Nessuno chiede ai parlamentari, al premier e al suo entourage di essere perfetti, ma quando le sviste cominciano ad essere così tante c’è da domandarsi se siano dei lapsus o se invece non siano frutto di una scarsa conoscenza della cosa comune. La stessa che loro pretendono di sapere governare. E di farlo cambiando le regole del gioco.

C.Alessandro Mauceri

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