Trasformare gli Uffizi in un ristorante?

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Non smettono di sorprendere le scelte per la gestione dei maggiori musei italiani volute dal governo Renzi. Dopo la dichiarazione di uno dei nuovi direttori, fresco di nomina, di voler concedere alcune sale di uno dei maggiori musei italiani e mondiali, per eventi privati e cerimonie riservate (proposta subito ritirata visto il clamore e il levarsi di proteste che aveva causato), è la volta del direttore degli Uffizi.
Eike Schmidt, passaporto tedesco e nuovo direttore della galleria fiorentina, si è detto favorevole ad una proposta presentata all’Expo: portare l’alta ristorazione nei grandi musei. Ovvero fare dei maggiori musei italiani, primo fra tutti gli Uffizi, “anche” dei ristoranti. Un’idea che pare sia stata già vista favorevolmente anche da due ministri, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, e quello dell’Agricoltura Maurizio Martina.
Anzi, pare che la scelta di trasformare i musei italiani da luoghi di cultura in ristoranti di alta classe stia viaggiando spedita: “Probabilmente nelle prossime settimane, metteranno insieme le linee guida per i criteri di selezione. E poi, caso per caso, si opererà per individuare la figura più adatta” hanno dichiarato membri dell’entourage di Franceschini riferendosi allo chef. Pare che siano già stati scelti i criteri di selezione: “Sicuramente chi andrà a cucinare agli Uffizi, dovrà portare una cucina identitaria del luogo”…..Cosa si intendesse dire con la parola “identitaria” non è chiaro (la definizione riportata al vocabolario Treccani dice: “Che si riferisce all’identità psicologica personale di ciascuno”)…..Non è chiaro se lo chef dovrà realizzare piatti che ricalchino la psicologia dell’artista delle opere esposte o se i suoi piatti dovranno adattarsi alle opere (ad esempio, se si mangia guardando il dipinto che rappresenta la battaglia di San Romano, cruenta e che mostra cavalli morti, il piatto del giorno non potrà non essere un filetto di carne equina …al sangue ovviamente).
L’ex soprintendente del museo fiorentino, Cristina Acidini, ha detto che in realtà di fare un ristorante agli Uffizi si parla già da tempo: “Si tratta di qualcosa che era stata già pensata. Non c’è ancora, ma è stato stabilito che a completamento dei lavori ci sarà”. Alla domanda, però, se lei era favorevole o contraria ha risposto: “Non si tratta di essere per il sì o per il no. È una cosa già stabilita e programmata”. Un diplomatico “No comment” che la dice tutta.

Ovviamente, non appena è stata data la notizia, è iniziata la corsa al totochef: chi sarà il cuoco pluripremiato e ultrafamoso che avrà l’onore di preparare i propri piatti all’interno del museo? Pare che questo, il “nuovo che avanza”, i suoi ministri e il direttore appena importato dalla Germania non lo abbiano ancora deciso. Così come pare non abbiano ancora capito come fare a mettere una cucina adatta ad un ristorante (con tutti i rischi che questa comporta in termini di variazioni di temperatura, odori, danneggiamenti e presenza di sostanze potenzialmente pericolose per la conservazione e la tutela), in uno dei luoghi che vanta una delle maggiori concentrazioni di reperti storici al mondo…..

C.Alessandro Mauceri

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