Lo chiamano “riso di plastica”…. e tra poco potrebbe finire anche sulle nostre tavole.

Che i rischi di dare alle aziende la possibilità di “creare” cibi artificiali senza conoscere le conseguenze per la salute dei consumatori era elevatissima, lo si sapeva. Recentemente il Consiglio d’Europa ha inserito nel “novel food” una semplificazione delle procedure di autorizzazione dei nuovi alimenti e ha deciso che possono essere considerati “alimenti” anche quelli basati su colture cellulari e tessuti, su nuovi nanomateriali e con coloranti. Una norma che è stata immediatamente recepita dall’Italia e da molti paesi Ue. In questo modo, i governanti hanno deciso di concedere alle multinazionali la possibilità di chiamare alimenti prodotti realizzati in laboratorio.
Fino a non molto tempo fa, in Cina, le uniche colture che potevano essere modificate e coltivate a fini commerciali erano il cotone (si stima che ormai tutto il cotone cinese sia Ogm) e la papaya. Ma sul mercato circolano da tempo molti altri prodotti geneticamente modificati come soia, colza e mais. Questi prodotti potevano essere solo trasformate in olio e mangimi per animali. Recentemente, però, il governo cinese ha modificato le leggi in materia di cibi alterati o sintetici e ha aperto le frontiere (sia per quanto riguarda le importazioni che per le esportazioni) a prodotti modificati (spesso provenienti dall’India o dal Canada). L’aumento della popolazione cinese e la possibilità di conquistare nuovi mercati con prodotti a bassissimo costo grazie ad alimenti sintetici, ha spinto la Cina a “sdoganare” i cibi geneticamente modificati. In un documento ufficiale le autorità hanno affermato di voler rilanciare la ricerca sugli Ogm e hanno deciso di portare avanti una campagna di “educazione” sui prodotti modificati per convincere i consumatori.
Prodotti come il “riso di plastica”. Una sorta di riso sintetico creato in Cina e che è già distribuito su diversi mercati (la stessa Cina, Indonesia, Filippine, Singapore, India e Vietnam).
“Gli scienziati hanno fretta, le aziende hanno fretta, anche gli agricoltori hanno fretta. Ma i nostri dipartimenti governativi vanno a rilento”, ha dichiarato alla stampa Huang Dafang, ricercatore ed ex direttore del dell’Istituto di Ricerca Biotecnologica dell’Accademia delle Scienze agrarie. Per lui la colpa sarebbe della burocrazia: “Le nuove colture non sono state ancora approvate. È a causa della sicurezza? No, è a causa della trafila all’interno delle agenzie governative”.
Il problema è che i ricercatori hanno scoperto che questo prodotto (nonostante le norme volute dai governi e dalle multinazionali, chiamarlo “alimento” è una forzatura eccessiva), se consumato in quantità eccessive, può causare gravi problemi gastrointestinali. Il grani del “riso di plastica” sono in genere costituiti da amido di patate mescolato con un copolimero l’acrilonitrile-stirene (SAN). A prima vista i chicchi sono identici a quelli veri. Chi lo mangia, però, non sa che, facendolo, ingerisce un prodotto di sintesi che di solito viene utilizzato come materiale termoisolante nell’imballaggio. Con gravi conseguenze per la salute.
È per questo motivo che il presidente delle Filippine, Benigno Aquino, ha ordinato la creazione di una task-force tra varie agenzie governative, per contrastare la proliferazione del contrabbando di riso nel paese e scoprire il riso contraffatto (che generalmente viene mescolato con quello regolare, per renderne più difficile l’individuazione). Per combattere le contraffazioni, il governo ha incaricato la National Food Authority (NFA) delle Filippine di intensificare le attività di monitoraggio e di utilizzare un nuovo tipo di spettroscopio portatile per scoprire la presenza del cosiddetto “riso di plastica” tra i prodotti venduti come alimenti.
Dopo tutto ciò sorge spontaneo il dubbio che, forse, la Commissione Europea e i paesi dell’Unione hanno avuto troppa fretta di aprire le porte agli alimenti prodotti il laboratorio e di aver semplificato eccessivamente le procedure di valutazione (favorendo le grandi multinazionali).
C.Alessandro Mauceri

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