4° potere

di Jacopo Cioni

Sono diversi giorni che non scrivo due righe, non certo per mancanza di argomenti, tutto ciò che avviene in questo miserando Stato è argomento di una riflessione, direi più per un vuoto mentale da abbondanza di argomenti. A fronte di decine di giornalisti professionisti che parlano del nulla e se va bene di qualcosa di concreto ma a mezze parole e nascondendo più o meno velatamente la verità, dovrebbero esistere decine di non giornalisti come me che ci provano a svelare quelle verità. Ed esistono, non sono certo famosi, le loro parole sono raramente oggetto di divulgazione mediatica di massa, ma ci sono. Potrei farne anche un elenco striminzito ma sinceramente non ne vedo l’utilità. L’impenetrabilità di certi argomenti verso i media di divulgazione di massa talvolta sfiorano il ridicolo e una redazione seria dovrebbe accantonare triti argomenti di riempimento temporale e dedicarsi anima e corpo a spiattellare regolarmente argomenti politici ed economici a fronte di una penetrazione nel tessuto sociale di coscienza e a seguito di questa di un’azione che è attualmente assolutamente inesistente, sia a livello politico che popolare.
Certo è che una tal si fatta redazione avrebbe vita difficile, immagino la quantità di querele e sputtanamenti ad opera di altra parte mediatica che si svilupperebbero e quanti soloni si accenderebbero come un mortaretto per controbattere, ma almeno ci sarebbe un confronto. In quante interviste giornalistiche cartacee o televisive vedete un giornalista mettere in difficoltà il suo interlocutore politico? Personalmente lo vedo talmente di rado che sospettare una collusione fra giornalismo e politica o finanza è ormai obbligo. Quei rari spezzoni che esistono girano in rete, ma mai sono riproposti in un telegiornale o in un programma di approfondimento. Più facile assistere a dei cani che scodinzolando annusandosi il posteriore che a vere e proprie inchieste giornalistiche. Certo è che i più conosciuti giornalisti televisivi definirli tali è diventato utopistico e non a caso occupano certi posti. Vedere intervistatori che sappiamo essere collusi con club sovranazionali o altri che sappiamo occupare quel posto solo per influenza politica e non per merito investigativo è stomachevole e per chi conosce i retroscena è un vera e propria pena.
Vuole un movimento politico dimostrare di essere fuori da questi giochetti di censura e avvalorare il proprio riconoscimento verso i Cittadini non solo a parole, ma con atti concreti? Bene, cominci ad organizzarsi per una riforma della comunicazione perchè senza essa, la comunicazione, l’informazione realmente libera e scevra da condizionamenti, non si riuscirà mai a cambiare la coscienza di un popolo o di più popoli. Il nodo del 4° potere è attuale più che mai e non può essere disatteso ancora per molto. Il controllo editoriale non può più essere in mano ai burattinai, ma deve essere realmente libero e non controllabile dai poteri forti. Sovranità dell’informazione. Allora cambieranno le coscienze e le persone ritroveranno i giusti stimoli a combattere per i propri diritti e per quelli dei propri figli. Se ciò non accadrà saranno inutili anche le battagli parlamentari o le riunioni di piazza fra pochi coscienti.

Jacopo Cioni

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