Visita del premier iraniano in Italia e in Francia ……

Mentre in Italia non si placano le (giustificate) polemiche per la decisione di coprire alcune statue in occasione della sua visita, il premier iraniano Hassan Rohani ha attraversato la frontiera diretto in Francia.

La scia di polemiche lasciata in Italia riguarda prima di tutto l’”accoglienza” organizzata dallo staff del premier Matteo Renzi. A cominciare dalla sede degli incontri (perché un sito con tante statue raffiguranti nudi?). E poi, perché tanta cura certosina nel coprire queste statue quando, come ha confermato Ehsan Soltani, collaboratore di Notizie Geopolitiche ed esperto d’arte che vive in Iran, nei musei di questo paese non mancano statue e altre opere d’arte raffiguranti persone senza abiti?
Nessuno ha detto niente durante la visita di Hassan Rohani in Vaticano: anche qui decine di affreschi raffiguranti persone in abiti succinti. Anche il libro che Rohani ha regalato a Papa Francesco è pieno di miniature che mostrano scene in cui si usa il vino (che attualmente secondo legge del’Iran è proibito) e anche scene romantiche che, secondo la legge islamica, non sono consentite in pubblico. Secondo Soltani, regalare un libro come questo al Papa aveva un messaggio da parte di Rohani che rappresenta i moderati del’Iran.
Gesti che molti (ma di certo non i rappresentanti del governo italiano) hanno considerato come chiari segni.
A bacchettare Renzi dopo l’incontro sono stati anche gli alleati statunitensi. E non per aver coperto le statue. Dopo gli incontri tra imprenditori italiani e autorità iraniane sono circolate voci di accordi per la fornitura di 20 aerei Atr, costruiti da una joint venture tra Finmeccanica e Airbus, alla compagnia Meraj Airlines. Un contratto che, secondo gli esperti statunitensi, viola le sanzioni americane ancora in vigore contro la Repubblica islamica (in base all’Executive Order 13224, firmato dal presidente Bush nel 2001, per combattere il sostegno di attività terroristiche “La Meraj Air è una linea aerea del governo iraniano che è stata utilizzata per trasportare carichi illeciti, incluse armi, da Teheran al regime siriano, almeno dal 2013”). La compagnia italiana ha immediatamente smentito dicendo che “le discussioni commerciali contemplate riguardano solo linee aeree non sanzionate nel contesto della parziale eliminazione delle sanzioni contro l’Iran”, ma Washington ha replicato che sta analizzando la pratica, per decidere se intraprendere qualche azione. Valore dell’affare 400 milioni di dollari. Possibile che nessuno ci abbia pensato, prima di scegliere quali imprese fare incontrare al presidente iraniano?
Intanto, giunto in Francia, Rohani ha ricevuto un’accoglienza ben diversa da quella che ha trovato in Italia. Il movimento delle Femen ha organizzato manifestazioni plateali per denunciare le impiccagioni che avvengono in Iran: da quando è salito al potere Rohani, nel giugno 2013, sono state ben 2.277 le esecuzioni capitali (dati rapporto di Nessuno tocchi Caino) e in alcuni casi si è trattato anche di minori (o che lo erano quando avevano commesso il reato) e di condannati a morte per “reati politici” (ovvero aver manifestato contro il regime).
Il premier iraniano si è detto pronto “a voltare pagina nei rapporti con la Francia” e, per dimostrarlo, così come ha fatto in Italia, ha incontrato una ventina di aziende francesi con cui firmare contratti. Tutto ciò non è bastato, come ha dichiarato Associated Press (Ap), ad impedire alla Francia di chiedere ai propri partner di “pensare” a nuove sanzioni contro Teheran a causa dei recenti test missilistici. Una richiesta che secondo Ap è stata formalizzata la settimana scorsa durante il Consiglio dei ministri degli Esteri dei 28, solo pochi giorni dopo la revoca delle sanzioni per il programma nucleare. Una notizia, quella diffusa dall’agenzia di stampa francese che, però, non è stata confermata da fonti dell’Ue.
Anche la stampa francese ha accolto Rohani in modo ben diverso da come è avvenuto in Italia. Non sono mancati alcuni commenti polemici sulla “doppia faccia” dell’Iran, che mentre si apre all’Occidente sotto il profilo della collaborazione economica, al proprio interno rimane un paese sul quale permangono seri dubbi circa il rispetto dei diritti umani. Per questo motivo poco prima dell’inizio degli incontri all’Eliseo più di 60 deputati della maggioranza e dell’opposizione francese hanno inviato una lettera aperta al presidente François Hollande in cui si chiedeva fermezza e coerenza di fronte al presidente iraniano in tema di diritti umani. Fonti del governo francese hanno risposto che la questione dei diritti umani non è stata ignorata, ma che non è oggetto di prese di posizione pubbliche durante la visita.
E, come in Italia ci si è precipitati a coprire le statue per non infastidire l’ospite, in Francia per non ledere la sensibilità dell’ospite, facendogli trovare del vino (proibito dal Corano ma obbligatorio secondo il protocollo delle cene ufficiali in Francia), hanno “trasformato” la cena di gala in una “merenda di Stato”, tenuta nel pomeriggio. Ovviamente, senza vino o alcolici di alcun tipo.
Un modo diplomatico per far capire all’ospite che, a Parigi come in Italia, i miliardi dell’Iran valgon bene una cena…
C.Alessandro Mauceri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...