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Nascondino: una nuova disciplina olimpica?

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Alzi la mano chi, da bambino, non ha giocato almeno la volta a nascondino. Nel XVII secolo si giocava tra i nobili ed era una forma consentita di corteggiamento tra giovani aristocratici nelle corti di Italia, Francia e Spagna ma certo oggi ha perso quel significato.
Ora questo gioco diffuso in tutto il mondo sta cambiando tra pochi giorni, a Bergamo si svolgeranno i campionati mondiali di nascondino. A confrontarsi saranno 45 squadre di 5 giocatori ciascuna. ”Servono corsa, equilibrio e la capacità di restare immobili per minuti, è assolutamente uno sport che richiede intuito e collaborazione” ha affermato Yasuo Hazaki professore alla Nippon Sport Science University. Le gare si svolgeranno rigorosamente all’aperto: ad alberi, cespugli e prati si aggiungono nascondigli artificiali opportunamente posizionati dagli organizzatori. Al termine della competizione verrà scelta la squadra vincitrice che si aggiudicherà l’ambito premio: la Foglia di Fico d’Oro 2015 (simbolo storico del nascondere).
E c’è chi già parla di un possibile inserimento della disciplina tra gli sport delle olimpiadi in Giappone nel 2020. ”Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono ancora una possibilità aperta. L’interesse da parte della commissione olimpica c’è”, ha detto il professor Hazaki “e l’organizzazione italiana sta lavorando per rendere concreta questa possibilità”.
C.Alessandro Mauceri

foto: palermomania

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Paola Giorgetta e Giovanni Esposito

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È così che vanno le cose in Italia (e nel mondo): se si una nuotatrice “di moda” e vinci la medaglia d’argento, finisci sulle prime pagine dei giornali e tutti ti acclamano (e ti vogliono come testimonial). Se sei un calciatore e non vinci niente, finisci sulle prime pagine dei giornali anche per i pettegolezzi. Se, invece, sei un’atleta che ha faticato tutta la vita per dare una ragione alla tua vita e, alla fine, ha vinto non una ma due medaglie (una d’oro e una di bronzo) ai mondiali, nessuno si prende la briga di dire il suo nome.

È quello che è successo a Paola Giorgetta che agli Special Olympics World Games ha vinto due medaglie: bronzo nei 50 stile libero e oro nei 25 dorso.

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Altrettanto meritevole (e altrettanto trascurato dai media) il successo di un altro atleta italiano, Giovanni Esposito che è diventato campione del mondo di judo, categoria 66 kg, classe cadetti. “E’ un sogno! Dopo mio fratello vincere i mondiali è un sogno”.
Sono questi gli italiani che dovrebbero essere presi come esempio e onorati.

C.Alessandro Mauceri

IV Campionato mondiale di lancio della borsetta….

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Si è svolto a Bottrop, in Germania, i campionati mondiali di lancio della borsetta. L’idea di fare di questa pratica uno sport pare sia da far risalire ad un’anziana signora che, per resitere allo scippatore di turno, ha cercato di resistergli con tutte le sue forze. Alla scena ha assistito Andrè Puchart, che in poco tempo ha organizzato i primi giochi. Sono passati anni e ormai l’iniviativa è diventata una appuntamento fisso con tanto di test anti-doping poer i partecipanti. All’ultima competizione internazionale hanno preso parte tedeschi, atleti provenienti da Cuba, dalla Romania e da molte altre nazioni.

Per la cronaca, (ma a chi importa: è uno dei pochi sport che è praticato per divertirsi) l’atleta che si è accaparrato la borsetta d’oro lo ha fatto con un lancio di 92,81 metri, seguito da una squadra neozelandese.

Numerose le discipline, come il tiro sulla lunga distanza, lo stile libero e tanti altri che la giuria ha valutato non soltanto in base alla lunghezza del tiro ma anche dal punto di vista tecnico e coreografico.

C.Alessandro Mauceri

Foto: Oliver Berg

Mondiali scherma: oro per l’Italia

Grande successo degli italiani ai Mondiali di scherma appena conclusisi a Mosca: le squadre del fioretto, sia in campo femminile sia tra gli uomini, si sono aggiudicate la medaglia d’oro. Il ‘Dream Team’ femminile composto da Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Martina Batini ha sconfitto nettamente la Russia (che schierava in squadra la neo campionessa del mondo dell’individuale Inna Deriglazova). Si tratta del terzo successo consecutivo dopo i successi di Budapest nel 2013 e di Kazan dello scorso anno.

Anche la squadra maschile è tornata a sorridere (dopo il bronzo dello scorso anno): Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Daniele Garozzo e Giorgio Avola hanno superato 45-38 la quadra di casa.

Un successo che non è il solo anche nelle altre categorie, gli azzurri hanno ottenuto ottimi risultati. A cominciare dalla sciabola dove gli italiani hanno battuto i padroni di casa, interrompendo lo strapotere della sciabola russa e tornando sul gradino più alto del podio dopo venti anni, dal Mondiale de L’Aja nel 1995.

Anche gli spadisti sono arrivati a un passo dal podio: nella finale per il terzo e quarto posto sono stati sconfitti dalla Svizzera per 38-24, dopo che in semifinale gli azzurri erano stati sconfitti dall’Ucraina, vincitrice del titolo iridato.

C.Alessandro Mauceri